Romano Marchetti *

8 settembre 43

 

  La macchia che avanza, laggiù sulla strada,
comincia a formare - confuso - un disegno;
di contro i soldati sui margini grigi
con l’arma a bilancia su spalla o di fianco.
   Intenso volere de’ forti cavalli
nell’alternare le teste in beccheggio,
i colpi de’ zoccoli in terra dorati nel vello.

   L’effluvio di erbe tagliate da fresco
già calde nei cumuli ai prati
rammentano pace e lavoro ma
sta sommergendo l’Italia feroce ‘l nazista.

   Il piede la cerca nel buio profondo, la notte;
il capo ricorda la sveglia a’ mattino:
i tanti zampilli di terra e lo strazio dei botti tedeschi;
il piede che trova la strada, agli occhi un lieve lucore
“... è Gorizia?... Gorizia!”

Tolmezzo, 3 agosto 2004


* Nel 1943 Romano Marchetti è Tenente degli alpini di stanza in Slovenia, poco al di là del confine. Come racconta nella sua testimonianza, l’8 settembre - il giorno in cui viene comunicato l’armistizio fra Italia e Alleati - egli vive drammaticamente il contrasto fra l’atmosfera di gioia degli abitanti del luogo e l’improvviso attacco delle truppe tedesche.

Il riferimento è al Cantico delle Creature di San Francesco (1226):
...Laudato si', mi Signore, per frate Focu,
per lo quale ennallumini la nocte:
ed ello è bello et iocundo et robustoso et forte...