
La
mostra (Tolmezzo, 31 marzo - 1 maggio 2005), intende ricordare i non
moltissimi austriaci che trovarono il coraggio di opporsi alla barbarie,
vale a dire i protagonisti della resistenza al nazismo in Austria.
Il periodo preso in considerazione è quello che va dall'Anschluss,
l'annessione del paese alla Germania nel marzo del 1938, alla liberazione.
È difficile quantificare il numero di civili austriaci che presero
parte attiva alla resistenza. Si calcola che furono in 100.000 gli austriaci
incarcerati per ragioni politiche, almeno 2.700 i condannati a morte,
circa 32.000 i morti nei campi di concentramento.
Varie furono le forme di opposizione al regime: da quella dei militari,
che erano collegati agli ufficiali tedeschi che organizzarono il fallito
attentato ad Hitler il 20 luglio del 1944, all'attività clandestina
dei civili, finalizzata alla propaganda nelle fabbriche e alla raccolta
di denaro per i perseguitati. Il gruppo più consistente di oppositori
al regime nazista si trovò tra gli sloveni della Carinzia. Per
questi ultimi l'Anschluss significò la fine dei diritti
riconosciuti alle minoranze e la repressione per coloro che rifiutavano
la completa assimilazione al Reich, rivendicando una propria
identità etnica.
L'emigrazione e l'esilio furono per molti - soprattutto ebrei - l'unica
possibilità di sottrarsi alle persecuzioni.
L'attività degli esiliati, tra cui c'erano molti intellettuali,
e delle loro organizzazioni ebbe il grande merito di mantenere aperta
la "questione austriaca", l'idea cioè che dopo il nazismo
dovesse tornare ad esistere una nazione austriaca.
Se lo stato austriaco in quanto tale era davvero stato la prima vittima
di Hitler, è altrettanto indiscutibile che vi fu un gran numero
di persone che nel 1938 inneggiarono al dittatore, e altresì
che una percentuale rilevante degli aguzzini nazisti era austriaca.
Nel dopoguerra in Austria non ci si soffermò con sufficiente
attenzione sul passato recente, in parte per ragion di stato. Tale politica
favorì un certo opportunismo e la tendenza - allora molto forte
- a rimuovere il periodo buio tra il 1938 e il 1945.
L'Austria è verosimilmente uno di quei paesi che non dovrebbe
smettere di fare i conti con il proprio passato; mantenerne la memoria
e al contempo guardare avanti, significa modellare il proprio futuro.
La mostra, realizzata dall'Associazione Biblioteca Austriaca di Udine,
è stata resa possibile grazie alla collaborazione del DOW (Dokumentationsarchiv
des Osterreichischen Widerstands) di Vienna, che ha messo a disposizione
le foto del suo ricco archivio.
qui il sito sulla resistenza austriaca