| La strage di Malga Pramosio - 21/7/1944 |
|
Arrivati in località Moscardo le SS abbatterono a pugnalate 2 operai che tornavano dal lavoro e quindi, attraversata Paluzza, sempre spacciandosi per partigiani, proseguirono alla volta di Cercivento dove massacrarono 3 persone. Il giorno dopo, 22 luglio, un reparto delle SS «fra cui molti italiani» uno dei quali è il cap. Occelli, irrompevano in Paluzza, prelevavano dalle case decine di persone trascinandole al Municipio dove già si trovavano il podestà, il segretario comunale, il direttore didattico e alcuni impiegati e qui iniziarono «l'orrenda flagellazione». I corpi degli sventurati erano colpiti da pugnalate, calci, morsi e dai fucili usati come clave. Sopraggiunto anche il gruppo dei falsi partigiani di Pramosio «l'orgia di sangue raggiunse il parossismo». Nel pomeriggio verso le 16 «il reparto ebbro di sangue ed in stato di palese ubriachezza» lasciava Paluzza e prima di rientrare a Tolmezzo uccideva 7 ostaggi in località Ponte di Sutrio dopo aver trucidato altre persone a Sutrio, e depredava le vittime di tutti gli oggetti di valore. Altre 11 persone innocenti (di Paluzza, Arta e Cercivento) venivano assassinate lungo la strada. Tutto questo veniva riferito personalmente al Berater tedesco di Udine dallo stesso segretario comunale di Paluzza Virgilio Candido, presenti all'incontro i segretari comunali di Forni Avoltri, Rigolato, Ovaro, Lauco e gli ingegneri minerari Cioni e Franz Gnadlinger, incontro autorizzato dal comando partigiano garibaldino. da: "Dallo squadrismo fascista alle stragi della Risiera", ANED Trieste |