| Interviste a Mario Lizzero "Andrea" |
| per gentile
concessione dell'autore e dell'editore, pubblichiamo un brano
tratto da Enrico Folisi, La liberazione del Friuli 1943-1945. Una guerra per la democrazia, Gaspari, 2005 |
...Abbiamo detto che fin dal 1942 gli sloveni già erano
su queste zone, su queste nostre montagne [Faedis]: ecco perché quando
noi nel '42 abbiamo preso contatto con loro, su mandato del Partito comunista
italiano, sei mesi prima che nel resto d'ltalia abbiamo
costituito un primo distaccamento
Garibaldi che si è formato qui vicino a Cividale e che ha operato
insieme con loro. Accanto a noi, a queste formazioni armate
c'era il battaglione di Giustizia e Libertà di
Solari, che aveva
sede a Subit e nelle zone circumvicine. Gente valorosa comandata da Solari
e da Cosattini e da altri. Accanto a questi, Cencic
aveva formato un gruppo che stava a Forame di Attimis: e
combatteva contro i tedeschi, come noi, come tutti. La specificità delle formazioni garibaldine,
la loro organizzazione militare e politica,
la loro vita quotidiana
Dietro queste montagne qui c'è il confine con la Jugoslavia:
una volta il confine era lontanissimo, anzi nel momento in cui
noi abbiamo cominciato a combattere Lubiana era Italia, perché l'ltalia
e la Germania nazista avevano invaso la Jugoslavia
nel 1941 ed ecco allora che è accaduto questo fatto per cui loro
hanno cominciato a combattere nel '41, gli Jugoslavi ed anche
gli sloveni con loro naturalmente e devo dire che all'inizio del
1942 su questi monti ogni tanto apparivano formazioni partigiane slovene.
lo dico dell'inizio del '42, cosa che non esiste
va naturalmente nel resto d'ltalia. Ed è così che dal '42
verso
la seconda metà noi comunisti abbiamo
preso collegamento con le formazioni partigiane della Slovenia
e precisamente il posto in
cui ho preso io quel contatto nella seconda metà del '42 è a
Susit di Caporetto, Kobarit dicono loro, e ci sono tornato poi
dopo alla Dresenca e in altri posti, ma c'erano anche altri compagni
della provincia di Gorizia che prendeva contatto sul
Carso con le loro formazioni; ecco perché siamo venuti qui,
perché è un posto caratteristico della Resistenza friulana. Noi garibaldini avevamo delle divise con un berretto come quello dei garibaldini di Garibaldi fatto a somiglianz,a di stoffa; le divise erano ogni specie di possibile divisa che ci fosse con dei gradi che indicavano la responsabilità di ciascuno di noi. Per il resto come è che viveva uno quando aveva mangiato, se aveva mangiato, quando non c'era il combattimento; ecco, dove stavano i partigiani? C'era l'ora di politica per cui un commissario politico o un comandante parlava loro delle situazioni dell'ltalia del fascismo, dell'ltalia nuova che doveva nascere, della Costituzione che si doveva fare, per cui noi abbiamo parlato tante volte in questo posto e in tanti posti abbiamo parlato di queste cose; e così si viveva. Oppure c'era la scuola militare: mandavamo dei partigiani per diventare ufficiali o sottoufficiali, comandanti o comissari politici; in questo modo si viveva; e poi stavamo con la gente, sempre, e con la gente parlavamo, e per fortuna siccome c'è stata la gente noi abbiamo potuto vivere: senza questa gente, la gente del Friuli, della Carnia, noi non avremmo potuto vivere neanche una giornata.
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